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Lavoratori e professionisti del sociosanitario, anche Cisl Fp Sicilia dice no all’emendamento della vergogna

Domani, mercoledì 24 giugno, a partire dalle 11, anche la Cisl Fp Sicilia fornirà il proprio sostegno ai manifestanti di piazza Vidoni, a Roma, dove le delegazioni di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp nazionali protesteranno contro quello che i sindacati della Funzione pubblica hanno definito “l’emendamento della vergogna”: la norma contenuta nel Decreto Lavoro che esclude lavoratrici, lavoratori e professionisti del sociosanitario accreditato dall’adeguamento automatico delle retribuzioni, previsto come anticipazione sul futuro rinnovo contrattuale.

«È una scelta inaccettabile e profondamente sbagliata – dichiarano il segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Daniele Passanisi, e il segretario regionale, Marco Corrao – perché crea una disparità di trattamento proprio nei confronti di chi, ogni giorno, garantisce servizi essenziali di cura, assistenza e presa in carico delle persone fragili per conto del Servizio sanitario nazionale. È un colpo basso inferto a un settore che regge una parte fondamentale del welfare del Paese».

Secondo Passanisi e Corrao, la norma rappresenta «un regalo alle controparti datoriali nel momento peggiore possibile». «Mentre oltre 300mila lavoratrici e lavoratori attendono da anni il rinnovo dei contratti – proseguono – il Governo sceglie di indebolire ulteriormente la capacità negoziale dei sindacati, intervenendo di fatto a favore di Aris e Aiop, proprio mentre si discute l’aggiornamento dei Drg e mentre le stesse associazioni datoriali continuano a non aprire realmente le trattative, nonostante i tentativi di mediazione delle Regioni e del ministero della Salute».

La Cisl Fp Sicilia ricorda che il personale della sanità privata attende il rinnovo da 8 anni, mentre quello delle Rsa da 14 anni. «Parliamo di persone – sottolineano Passanisi e Corrao – che, anche nella nostra isola, non hanno mai smesso di garantire assistenza e qualità delle prestazioni, anche nei momenti più difficili. A loro, invece di dare risposte, si manda un segnale devastante: si allarga il divario con il settore pubblico e si scava un solco ancora più profondo tra lavoratori, istituzioni e parti datoriali». Da qui la decisione di scendere in piazza. «Il 24 giugno faremo sentire il nostro supporto a chi protesta a Roma – concludono Passanisi e Corrao – mentre il Decreto Lavoro sarà discusso al Senato. Chiederemo il ritiro immediato di una norma ingiusta e il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle Rsa. Basta rinvii, basta alibi, basta scaricare sui lavoratori il costo dell’inerzia datoriale. La dignità del lavoro di cura non si deroga» (nella foto da sinistra Passanisi e Corrao).

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