Roma, 17 aprile – “Pur apprezzando la disponibilità all’ascolto dell’onorevole Perego, nessuna novità dopo l’atteso incontro di ieri con le rappresentanze sindacali dei dipendenti civili”, ricordano i Coordinatori Nazionali della CISL FP Difesa, sottolineando come permangano irrisolte le criticità più volte evidenziate.
“Organici in costante diminuzione che un reclutamento controverso, non gestito direttamente dalla Difesa e senza una banca dati nei concorsi per tecnici, non riescono ad arginare – proseguono -. I lavoratori civili continuano ad essere emarginati nel Ministero della Difesa sia dal punto di vista numerico che per la qualità delle attività, che continuano ad essere privatizzate con una moltiplicazione dei costi, altro che risparmi”.
“Siamo un terzo rispetto agli altri Paesi europei in proporzione ai militari – aggiungono – per i quali, invece, una soluzione è stata trovata e ai quali si continuano ad affidare compiti amministrativi e tecnici sottraendoli ai loro naturali compiti operativi”.
“I lavoratori diminuiscono, vengono costretti a lavoro straordinario per mantenere la continuità di attività e servizi, ma non vengono pagati, a causa di errori nella programmazione delle risorse, sempre più insufficienti nell’indifferenza di tutte le articolazioni della Difesa”, denunciano ancora.
“La riforma delle Forze Armate, discussa all’interno del Comitato Strategico nominato dal Ministro Crosetto ed ora pronta per essere discussa in Parlamento, non ci ha visto coinvolti e neppure degni di essere ascoltati, proprio come ospiti. Come sempre – evidenziano i coordinatori – è un sistema assurdo e disarticolato che ignora le nostre proposte, pur ritenute razionali da tutti gli Stati Maggiori, a partire da un organico di civili non inferiore a 30.000 unità”.
“Nel corso dell’incontro di ieri abbiamo ribadito la necessità di valorizzare tutte le attività, amministrative e tecniche, facendo luce sui 13 milioni di euro annunciati per tale finalità nel 2026 ma di cui si sono perse le tracce. È indispensabile dare risposta alle buste paga di pura fantasia per gli ex militari transitati che il NoiPA da 10 anni non si degna di rettificare nonostante gli sforzi della Direzione Generale del Personale civile. Dieci anni di insuccessi meritano un sussulto politico, una reazione verso un sistema che non funziona”, proseguono.
“In tale marasma la mobilità permane una chimera, contribuendo a rendere il Ministero della Difesa non più un porto sicuro per i neoassunti che, spesso, preferiscono approdi con maggiori certezze. Abbiamo poi ricordato la necessità di stabilizzare i precari dell’aeronautica e di assumere le iniziative per superare le difficoltà interpretative che penalizzano gli idonei non vincitori dei concorsi del 2024. Analoghe le problematiche dell’Aid, dove permangono irrisolte, fra le altre, le criticità su Capua, Gaeta, Torre Annunziata e su un piano industriale rimasto sconosciuto”, aggiungono.
“Siamo consapevoli di attraversare una fase storica complicata ma, proprio perché ne avvertiamo la responsabilità, siamo determinati a far sentire la nostra voce attraverso le Commissioni Difesa di Senato e Camera, unitamente a tutte le forze politiche del Parlamento”, concludono i Coordinatori Nazionali della CISL FP Difesa.
