Roma, 26 novembre 2025 – “Le lavoratrici e i lavoratori delle Fabbricerie, riuniti oggi in assemblea nazionale, hanno deciso di proseguire e rafforzare il percorso di mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale. A quasi due anni dalla scadenza del CCNL 2021–2023, è tempo che l’Associazione Fabbricerie Italiane (AFI) torni al tavolo con una proposta economica all’altezza delle aspettative di chi, ogni giorno, garantisce la tutela e l’accessibilità di un patrimonio storico e culturale unico al mondo.”
Una partecipazione ampia e determinata
“L’ampia partecipazione registrata – proseguono i sindacati – è la dimostrazione che la proposta delle Fabbricerie, pari a un aumento tabellare del 6,4%, è inaccettabile perché totalmente insufficiente a tutelare i salari. Dopo anni di inflazione crescente e stipendi fermi al 2023, servono risposte concrete e adeguate per tutelare il potere d’acquisto delle retribuzioni, come previsto anche dalla clausola contrattuale.”
Servono risposte concrete e un contratto dignitoso
Le organizzazioni sindacali sottolineano che il rinnovo del contratto deve valorizzare professionalità e competenze di chi lavora in contesti di grande valore storico, artistico e religioso: “Le lavoratrici e i lavoratori – spiegano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – hanno continuato a prendersi cura con professionalità e dedizione delle Fabbricerie, garantendone l’apertura, la manutenzione e l’accoglienza anche durante questa lunga attesa.”
“Sono aumentati i visitatori, sono cresciuti gli introiti degli enti – aggiungono –: è giunto il momento che crescano anche gli stipendi di chi assicura ogni giorno la tutela e la valorizzazione di queste opere.”
Mobilitazione unitaria per il rinnovo del CCNL
La mobilitazione, annunciata già nelle scorse settimane, proseguirà con iniziative territoriali e nuove assemblee nei luoghi di lavoro. “Vogliamo un contratto giusto – concludono i sindacati – che valorizzi il lavoro svolto e restituisca dignità economica e professionale a chi custodisce un patrimonio culturale che appartiene a tutto il Paese.”
