Mobilitazione nazionale del pubblico impiego per i lavoratori della sanità: "Da eroi a dimenticati il passo è breve"

Novembre 13, 2020

Mobilitazione nazionale del pubblico impiego per i lavoratori della sanità:

Si è svolta oggi in tutta Italia una mobilitazione a sostegno dei lavoratori della sanità e del pubblico impiego, con presidi di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa davanti agli ospedali di quasi tutti i capoluoghi. In Sicilia manifestazioni sono state organizzate in quasi tutti i capoluoghi di provincia, con ottimi dati sulla partecipazione, ma sempre nel pieno rispetto delle norme anti-Covid dettate dal Dpcm del 3 novembre 2011.

“Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini”: questo lo slogan della manifestazione organizzata dalle federazioni della Funzione pubblica regionali e territoriali a cui hanno partecipato anche i segretari generali delle Confederazioni regionali di Cgil, Cisl e Uil, Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone.

“Importante la coesione e l’unità che i sindacati confederali stanno dimostrando al loro interno e tra di loro per riuscire a incidere il più profondamente possibile in una battaglia necessaria e importante a sostegno dei lavoratori, quelli della sanità, che si trovano oggi in condizioni estremamente difficili”, dicono Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Sicilia.

“Si sarebbe dovuto prevedere già al primo arrivo della pandemia - proseguono i tre sindacalisti - che ci sarebbe stata una recrudescenza nei mesi autunnali, ma questo non è stato fatto o non è stato fatto adeguatamente. Da tempo noi facciamo notare che in Sicilia c'è una carenza di organico di circa ottomila unità e oggi piuttosto che assumere a tempo indeterminato si continua ad assumere a partita iva o a tempo determinato. Manca una programmazione che permetta di alleggerire un po' il carico degli ospedali”.

“Inoltre - concludono Agliozzo, Montera e Tango - i nostri operatori sanitari sono i meno pagati d’Europa e hanno un contratto scaduto da quasi due anni. Ciò nonostante, il governo nazionale non ha nemmeno approntato le risorse per il rinnovo non solo del loro contratto, ma di tutto il pubblico impiego. È ora di finirla, da eroi a dimenticati il passo è breve”.