Riforma della Pubblica amministrazione regionale, Montera scrive al Quotidiano di Sicilia

Settembre 23, 2020

Riforma della Pubblica amministrazione regionale, Montera scrive al Quotidiano di Sicilia

Il segretario generale Paolo Montera ha inviato una lettera al direttore di "Quotidiano di Sicilia" con un suo contributo in merito alla auspicata riforma della pubblica amministrazione regionale. Un punto di vista che, ci auguriamo, serva per alimentare positivamente il dibattito pubblico in cui, troppo spesso, piuttosto che puntare alla condivisione di intenti politico-istituzionale necessaria per raggiungere il traguardo, si preferisce puntare il dito indiscriminatamente e semplicisticamente contro i lavoratori.

Ecco il testo completo della lettera:

Gentile Direttore,

che la nostra burocrazia sia farraginosa e non adatta il più delle volte ad affrontare le sfide che questa epoca ci consegna, siamo noi i primi ad affermarlo. Come federazione del pubblico impiego e dei servizi, di un sindacato confederale come la Cisl, lo abbiamo detto e ripetuto in ogni sede, sia nel no-stro ruolo di rappresentanti dei lavoratori, sia nel tentativo di pungolare la politica affinché si possa giungere finalmente a una necessaria e non più procrastinabile riforma organica della pubblica amministrazione regionale, nell’interesse e nel bene comune.

Pensare che l’ultima riforma risale a oltre 20 anni fa e che moltissima parte di essa non sia stata nemmeno applicata o, peggio, sia stata applicata male, la dice lunga su come e quanto sia necessario e urgente per la Sicilia e i siciliani raggiungere questo traguardo. E lo stesso, d’altronde, vale per il resto del Paese: proprio lo scorso 7 settembre, durante un’audizione alla Commissione Bilancio della Camera dei deputati, la Banca d’Italia ha affermato nella sua relazione che in Italia devono essere prioritari per la spesa pubblica gli investimenti in tecnologia e capitale umano della P.A., perché il miglioramento della qualità dei servizi pubblici favorisce la redditività del capitale privato e la pro-duttività totale del sistema economica, alzando il potenziale di crescita.

A nostro avviso, quindi, soprattutto in un momento storico-sociale come quello che stiamo vivendo, occorre mettere da parte l’atteggiamento denigratorio nei confronti dei pubblici dipendenti, che ac-comuna parte della politica nazionale e di quella regionale, tendente più allo scarica barile che a voler veramente rendere efficiente e funzionante la pubblica amministrazione. C’è un detto che recita così: quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito. Bene, questo proverbio mi aiuta a spiegare perché la tendenza ad accusare i dipendenti del comparto e i dirigenti regionali di tutti i malfunzio-namenti della macchina amministrativa è spesso sbagliato.

Mi perdonerà se soltanto per un momento andrò “fuori pista” e, visto il mio passato nel mondo dei motori, prenderò in prestito un’immagine da lì per spiegarmi ancora meglio. Che accadrebbe se al miglior pilota di Formula 1 mettessimo in mano un’auto poco performante, come purtroppo sta acca-dendo alla nostra gloriosa Ferrari?

Certo, esistono anche piloti meno talentuosi o, peggio, meno dediti al lavoro, ma - uscendo dalla me-tafora - attaccare i dipendenti regionali, denigrarli, rivalersi su lavoratori con contratti scaduti ormai da anni a cosa porta? Credo sia il caso di ricordare che, nonostante una sentenza della Corte Costituzionale abbia restituito il diritto al contratto dei pubblici dipendenti, quello dei dirigenti della Regione Siciliana è scaduto addirittura da più di 15 anni, come bene ha ricordato l’assessore regionale della Funzione pubblica Bernardette Grasso nei giorni scorsi proprio sul vostro giornale. E nonostante la pre-intesa per il rinnovo del periodo 2016/2018 dello scorso anno, perché l’iter venga definito passe-ranno ancora dei mesi. Per maggiore chiarezza, peraltro, parliamo di dipendenti che hanno perso due bienni sul piano economico, rispetto al resto d’Italia, i cui privilegi sono stati messi in cantina, visto che sia il loro sistema pensionistico che il loro contratto collettivo sono stati pedissequamente adeguati a quelli dello Stato.

Le riforme però non le fa la burocrazia, ma il potere legislativo. Qualcosa si sta finalmente muovendo in questa direzione, qualche ddl è già stato presentato da deputati dell’opposizione e, di recente, l’assessore Grasso, ci ha annunciato che a breve definirà un suo disegno di legge più organico per poi inviarlo all’Ars. Bene! Il nostro auspicio è quello di assistere a una piena condivisione di intenti, tra governo e opposizione, tra istituzioni e parti sociali, così che il percorso del testo all’Assemblea regionale siciliana possa essere celere e senza troppi intoppi e punti a una maggiore e reale produttività, innovazione e digitalizzazione. Non ci siamo mai tirati indietro quando si è trattato di implementare l’efficienza della P.A., perché riteniamo che i cittadini abbiano diritto a una burocrazia che funzioni nel migliore dei modi e per ri-lanciare i servizi, per restituire slancio alla nostra economia, per crescere e superare questo difficile momento storico, occorre lavorare tutti insieme.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte.