Agenzia delle Entrate, Covid 19 e carenza di organico in Sicilia: i sindacati scrivono al direttore Ruffini

Giugno 23, 2020

Agenzia delle Entrate, Covid 19 e carenza di organico in Sicilia: i sindacati scrivono al direttore Ruffini

Ecco il contenuto integrale della lettera inviata dai sindacati regionali al direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini:

Siamo costretti a scrivere per segnalare il grave problema della carenza degli organici Siciliani, problema già ampiamente prevedibile da anni, come da noi OO.SS. in varie sedi segnalato, ma che non è mai stato affrontato seriamente da nessuna precedente gestione centrale e che continua ad aggravarsi in un silenzio tristemente assordante.

Le cause sono da ricercare nel blocco dei concorsi per le regioni del sud che dura ormai da 20 anni, nei pochi ingressi di colleghi avvenuti solamente attraverso procedure di mobilità volontaria nazionale con numeri troppo ristretti rispetto ai reali fabbisogni, privilegiando tra l’altro il blocco dei posti in uscita molto limitati rispetto ai posti in entrata. In Sicilia su 99 possibili posti in entrata nell’ultima procedura forse sono arrivati una trentina di colleghi.

Abbiamo la sensazione, assieme ai colleghi, di essere stati abbandonati a noi stessi, all’utenza inferocita per le lunghe attese, alla pubblica gogna della stampa locale e dei social media che evidenziano problemi seri riversando colpe sui lavoratori, non conoscendone e non comprendendone il sacrificio quotidiano. La grave pandemia mondiale Covid19 ha messo in drammatico risalto l’elevata età media del personale e le gravi carenze organiche in Sicilia, che incidono pesantemente già adesso sul rispetto degli accordi nazionali del 30 aprile per gestire in sicurezza anche negli Uffici dell’Agenzia Entrate della Sicilia l’emergenza sanitaria Covid19. Facciamo, per esempio e toccando uno dei tasti più dolenti dell’attualità, riferimento ai Front-office degli Uffici Territoriali e degli Uffici Provinciali del Territorio, sono allo stremo delle forze per gestire turnazioni giuste e l’elevata utenza. Solo per ricordarlo la Sicilia ha 5 milioni di abitanti, facendo un rapporto dipendenti per 10mila abitanti noi siamo parecchio lontani rispetto altre Regioni. Sarebbe interessante capirne le motivazioni.

Le modifiche alle norme previdenziali di questi ultimi anni, precedute dal non aver affrontato mai gli allarmanti dati che circolavano già da tempo sull’elevata età media degli uffici del sud ed in particolare in Sicilia (> a 55 anni, superiore di parecchi anni rispetto la media nazionale) necessitano di soluzioni quanto più rapide ed efficaci in grado di dare risposte immediate ai colleghi sempre più costretti a gestire quotidianamente livelli elevati di stress correlato, aspetto di assoluto rilievo anche nell’ambito del piano triennale di azioni positive per il triennio 2018-2020 approvato e diffuso con nota DC n. 525715 del 27.12.2018 a firma del Direttore dell’Agenzia.

Nel corso di incontri regionali abbiamo appreso, purtroppo senza stupore, che i numeri negli uffici siciliani indicano una ulteriore riduzione di circa il 25% del personale nell’arco del triennio 2019/2021, circa 600 dipendenti in uscita su un totale di 2400 dipendenti ad inizio 2019, dato che si attestava a 2694 unità solamente un anno prima. I numeri inoltre indicano una costante flessione del personale negli anni, basta paragonare quanto appena descritto, che ricordiamo sono dati comprendenti Agenzia Entrate e Agenzia del Territorio, rispetto ai 3.309 dipendenti in servizio al 01.01.2001 (soltanto Agenzia delle Entrate) poi diventati 2.276 al 31.12.2012. In Sicilia al 31 dicembre 2017 il 66% del personale si collocava nella fascia over 55, molto di più rispetto a regioni a noi paragonabili come popolazione che hanno meno della metà di dipendenti over 55 (fonte dati DR e DC). Semplicemente sono regioni che hanno avuto assunzioni in questi vent’anni.

E che non ci si venga a dire che siamo una realtà economica differente dalle altre. L’attività dell’Agenzia Entrate non è soltanto basata sugli obiettivi monetari, seppur aspetto fondamentale in una qualsiasi organizzazione moderna. Ci sono i servizi, ci sono i cittadini, ci sono le imprese, c’è il presidio dell’ampio territorio siciliano. Se non si interviene in qualche modo sul circolo vizioso in atto ormai da troppo tempo di mobilità nazionali che spostano poche risorse e blocco dei concorsi al sud come avviene da oltre 15 anni, l’Agenzia Entrate in Sicilia è destinata alla scomparsa.

Al funzionario pubblico dell’Agenzia Entrate Sicilia viene chiesto di eccedere quotidianamente il normale dovere di servizio. E’ una situazione intollerabile per la quale non si vede alcuna soluzione vera e propria, ma ancora più grave non si vede alcun pensiero di soluzione.

Sentiamo di nuove prossime assunzioni, ma siamo anche venuti a conoscenza della volontà dell'Amministrazione, sotto la spinta delle Direzioni Regionali del Nord, di non inserire posti per le regioni del Sud. Per noi è inaccettabile, lo chiediamo da tanto tempo e le assemblee molto partecipate nei vari territori nei mesi scorsi, anche con sensibilizzazione dell’utenza, della cittadinanza e l’interesse di varie testate regionali e locali, hanno fatto ben comprendere il grosso problema della carenza degli organici al Sud, problema che, dopo una minima attenzione, è rientrato nell’oblio nel quale resta da troppi anni ormai.

Eppure potrebbe essere il momento storico per affrontare, per di più adesso che si parla di orientare l’attività dell’Agenzia sui servizi, e risolvere l’atavico problema di una distribuzione sproporzionata delle risorse umane, cercando alla fine di avere una pianta organica congrua e proporzionalmente distribuita sull’intero territorio nazionale per garantire uniformità di servizi ai cittadini, alle imprese ed alla collettività in generale.

Si potrebbe intervenire con uno scorrimento straordinario della graduatoria della mobilità nazionale pubblicata pochi mesi fa, prevedendo dei numeri importanti in ingresso nelle regioni del sud, considerato che a breve saranno assunti 510 tirocinanti nelle regioni del centro-nord. Potrebbero essere analizzate e valutate positivamente istanze di distacco nazionale in quanto questa situazione di pandemia globale ci ha insegnato l’importanza di tante situazioni familiari che non potranno essere gestite agevolmente come avveniva in passato. Ci sono colleghi in Coworking su base regionale per via della attuale situazione di emergenza sanitaria, sulla base della volontarietà si potrebbero far transitare negli organici delle Regioni ospitanti. Si potrebbe bandire una nuova procedura di mobilità volontaria nazionale considerato che è passato un anno e mezzo dal precedente accordo, intervenendo sulle regole facendo prevalere il raggiungimento dei posti in entrate previsti per le regioni del sud, al contrario rispetto l’attuale regola che limita pesantemente le uscite dalle regioni del nord, ciò permetterebbe di avere numeri importanti di nuove risorse rispetto a quanto avviene oggi.

Graduatorie della mobilità nazionale quanto più esaurite possibile possono permettere di ridefinire le piante organiche a livello nazionale e bandire concorsi per tutte le regioni nel prossimo triennio per far lavorare tutti meglio con evidente ricadute sul benessere dei lavoratori e dell’Amministrazione. Pare superfluo, ma allo stesso tempo utile fare un generico riferimento a numerosi studi, articoli scientifici cha da decenni evidenziano che come il benessere del lavoratore incida sulla sua produttività, a giovarne quindi non sarebbe semplicemente la persona, ma il Paese nel suo complesso considerato il nostro ruolo strategico come Amministrazione negli interessi nazionali.

Al momento ci sembra di percepire che il rifiuto dell'Agenzia di inserire posti nei prossimi concorsi per il Sud sia solamente motivato dal timore che funzionari delle regioni del nord Italia partecipino ai concorsi al Sud come è avvenuto nel 2012. Riteniamo inaccettabile e profondamente ingiusto affrontare un effettivo problema aggravandolo piuttosto che cercare di risolverlo!!!

In una prospettiva triennale, tra mobilità nazionale e inserimento graduale di concorsi con posti su tutto il territorio nazionale si potrebbero risolvere tutti i problemi che ci portiamo dietro da oltre 15 anni e consegnare al paese intero una macchina fiscale efficiente al servizio di cittadini e imprese.